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I costituzionalisti e le riforme: LA RIFORMA DEL TITOLO V NEL QUADRO DELLE RIFORME COSTITUZIONALI DELLA XVII LEGISLATURA

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Abstract

 

1. Il Titolo V della Costituzione, così come riformato dalla legge Cost. 3 del 2001, e, al suo interno, l'art. 117, vanno largamente ripensati, ispirandosi non alla "ragion politica", bensì al principio di realtà: ciò non significa "tornare indietro", e tanto meno essere antiregionalisti, ma concepire una riforma che si muova veramente nell'interesse della collettività nazionale nel suo essere inserita in un processo di federalizzazione europea.  Questo, del federalizing process europeo, è il punto cruciale per capire da che parte devono andare le modifiche del Titolo V: se dieci-quindici anni fa, sembrava di poter vedere una evoluzione verso la cd. "Europa delle Regioni", oggi il tentativo - per certi versi, drammatico - a cui stiamo assistendo è quello della costruzione di un'Europa federale; due federalismi, uno, verso il basso, interno agli Stati nazionali, l'altro, verso l'alto, tra gli Stati nazionali e in una dimensione europea, non possono stare insieme. Così si spiega il mancato decollo della riforma del Titolo V, così si spiega la riforma tedesca del 2006, così si spiega l'eliminazione, nel 2012, del regionalismo inglese.
 

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