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ANCORA SULLE LEGGI D’INTERPRETAZIONE AUTENTICA: IL CONTRASTO TRA CORTE DI STRASBURGO E CORTE COSTITUZIONALE SULLE CC.DD. "PENSIONI SVIZZERE"

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SOMMARIO: 1.Introduzione. 2. La vicenda delle cc.dd. “pensioni svizzere” dinanzi alla Corte costituzionale. 3. L’intervento del giudice europeo. 4. La Corte costituzionale è investita nuovamente della questione di legittimità costituzionale.  5. La rilevanza della sequenza temporale delle pronunce e il conseguente diverso apprezzamento dei motivi imperativi d’interesse generale. 6. Il principio di uguaglianza come “controlimite”. 7. Gli effetti nell’ordinamento interno della sentenza Maggio. 8. Conclusione: conferma o superamento del sistema delineato nelle cc.dd. “sentenze gemelle”?


1. Introduzione
Le leggi d’interpretazione autentica sono state oggetto, recentemente, di molteplici pronunce sia della Corte costituzionale sia della Corte europea dei diritti dell’uomo , che hanno messo in discussione il sistema dei rapporti tra le due Corti.
Le leggi d’interpretazione autentica, in particolare per l’effetto retroattivo che ai fini che qui interessano può assumersi come a esse connaturato, incidono, sia sul principio di certezza del diritto, sia sul principio di tutela dell’affidamento. Sotto il profilo delle garanzie convenzionali esse mettono in campo il principio dell’equo processo (sancito dall’art. 6 della CEDU), laddove, attraverso la loro approvazione, lo Stato s’ingerisce nei giudizi di cui esso sia parte o, comunque, condizionandone l’esito. 
Nel valutare la legittimità di un intervento legislativo avente questa natura, pur muovendo entrambe dal principio della separazione dei poteri, le due Corti pervengono a conclusioni differenti.
 

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